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l'opera/

Wedgewood Dinner Plates, 2008

Uniti dall’attitudine, più che dal mezzo o dal metodo, il lavoro di Christian Holstad prova idee ricevute sulla classe, la cultura, la sessualità e la società. Nella sua continua serie di disegni Eraserhead, l’artista volutamente cancella sezioni di immagini tagliate da giornali e magazine, lasciando al loro posto spenti e inquietanti allusioni di forme, enfatizzando o sdrammatizzando poeticamente caratteristiche umane sia immaginate che reali.

Holstad trasforma i loro significati in modi che alludono a strati nascosti o sotto testo sotto la superficie di una cultura ricevuta e sancita dai media.  

A queste Holstad aggiunge elementi disegnati – disegni a pastello di un tenue blu Wedgwood Cina – che suggeriscono una particolare idea di classe e status, così come offrono un commento surreale alla politica, alla società e alla deflazione del potere. La tecnica di Holstad destabilizza la nostra esperienza dell’immaginario dei media, trasformando le immagini di ogni giorno in acuti e altamente personali commentari, a volte sobri, a volte celebratori.

Christian Holstad avrebbe dovuto intraprendere una residenza d’artista a Potenza nel Luglio 2020.

l'artista/

Christian Holstad

Nacque ad Anaheim, California nel 1972 e oggi vive e lavora a New York City. Nel 2019, Holstad è stato invitato dal curatore Milovan Farronato a creare una installazione site-specific ispirata dal tema della protezione marittima dall’inquinamento della plastica. Presentato da FTP Industrial alla Università Ca’ Foscari di Venezia, il lavoro intitolato Consider yourself a guest (Cornucopia) è una riflessione sul nostro impatto sul pianeta e i nostri ruoli nella crescita di una società di massa consumistica e legata alla plastica. L’installazione è stata presentata sull’acqua del Gran Canele fuori dall’Università Ca’ Foscari nei giorni 12 maggio-12 giugno 2019 e alla Artissima di Torino dal 31 ottobre- 3 novembre 2019.

Sue mostre individuali recenti includono quelle a Andrew Kreps Gallery, New York (2017 e 2013); Massimo De Carlo, Milan (2016); Schmidt & Handrup, Cologne (2016 e 2010); Daniel Reich Gallery, New York (2009-10); Galleria Civica di Modena (2009) e Galleria nazionale d'arte moderna, Rome (2009). L’artista ha presentato la sua performance multidisciplinare red, yellow, lime, pink, lavender, green, scarlet, lavender, scarlet, green, lavender come parte del The Magazine Sessions 2016 alle Serpentine Galleries, London, e ha partecipato a mostre di Gruppo che includono Harald Szeemann - Grandfather: A Pioneer Like Us, Swiss Institute, New York (2019); A Cool Breeze, Galerie Rudolfinum, Praga (2019); Transitions and Transformations,​ NSU Art Museum, Fort Lauderdale (2019); Chromaphilia & Chromaphobia, Kansas City Art Institute (2016); Terra Provocata, Fondazione del Monte e Museo Civico Medievale, Bologna (2016); From The Ruins..., 601 Artspace, New York (2015); Hangzhou Trienniale di Fiber Art, Hangzhou, China (2013); Paper, Saatchi Gallery, Londra (2013); Aquatopia, Nottingham Contemporary, Nottingham, touring to Tate St Ives (2013); Graphite, Indianapolis Museum of Art (2013); The Air We Breathe, San Francisco Museum of Modern Art (2011); Coming After, The Power Plant, Toronto (2011); Compilation IV, Kunsthalle, Dusseldorf (2009) and Compass in Hand: Selections from the Judith Rothschild Collection, Museum of Modern Art, New York (2009). Le sue opera si trovano in collezioni permanenti in musei come Museum of Modern Art, New York; Carnegie Museum of Art, Pittsburgh; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Museum of Contemporary Art, North Miami; Museum of Contemporary Art, Chicago and Astrup Fearnley Museet for Moderne Kunst, Oslo.

caption/ 

Christian Holstad

Wedgewood Dinner Plates, 2008
Grafite, pastello su carta di giornale
35.6 x 42.5 cm

prezzo/ 

Su richiesta

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