"What we hold, what we lose", mostra personale di Ismaele Nones - Tommaso Calabro, dal 14 febbraio 2026 al 4 aprile
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Sabato 14 febbraio 2026 Tommaso Calabro inaugura "What we hold, what we lose",
una mostra personale di Ismaele Nones (Trento, 1992) presso la sede veneziana
della galleria a Palazzo Donà Brusa, in programma fino al 4 aprile 2026.

Fin dagli esordi, la ricerca artistica di Ismaele Nones si sviluppa in un territorio di confine, dove la storia dell’arte diventa materia viva e strumento operativo per interrogare il presente. Entrato in contatto con l’arte sin dall’infanzia, affiancando il padre nella sua attività di iconografo, Nones considera la storia dell’arte come “una cassetta degli attrezzi alla quale attingere”, per costruire immagini che mettono in relazione tempi, simboli
e immaginari. I suoi riferimenti spaziano dall’arte antica – in particolare quella
bizantina del IV secolo – ai linguaggi elaborati dei maestri dell’Arte Povera, fino ad alcuni esponenti della Pop Art britannica contemporanea.
La mostra riunisce una selezione di opere realizzate tra il 2023 e il 2026, tra cui Verso l’Alto verso la Terra: Sguardo al Firmamento, il grande mosaico esposto a Ravenna in occasione della IX Biennale del Mosaico, affiancato da opere su tela e su tavola. Il progetto espositivo restituisce una dimensione temporale sospesa, in cui passato e presente coesistono senza gerarchie, dando forma a un racconto stratificato e profondamente contemporaneo.
Le opere di Nones sono ambientate in spazi ambigui, architetture indefinite e prospettive instabili, che si configurano come luoghi mentali più che reali. All’interno di questi scenari si muovono – o restano immobili – figure umane, animali e presenze vegetali, costruendo narrazioni silenziose, attraversate da una tensione latente.
I soggetti umani, spesso isolati, appaiono ieratici e ipnotici, immersi in una calma apparente che sembra preludere a una trasformazione imminente. Le figure animali rimandano a bestiari medievali, rielaborati dall’artista come allegorie dell’essere umano. I soggetti vegetali, caratterizzati da richiami all’arte bizantina, sfidano il realismo attraverso palette cromatiche inattese e soluzioni formali che ne accentuano il valore simbolico. In questo universo sincretico, simboli religiosi e iconografie canoniche vengono trasfigurate e ricodificate, non in chiave nostalgica, ma come immagini attive, capaci di generare nuovi livelli di lettura, mantenendo intatta la loro profondità culturale.
La ricerca di Ismaele Nones si fonda su un dialogo continuo tra linguaggi iconografici del passato e tematiche attuali. In questo spazio immaginativo si dissolvono le barriere tradizionali tra antico e contemporaneo, lasciando emergere questioni legate alla condizione umana: il conflitto e la lotta, l’eros e la sessualità, il senso di isolamento e la solitudine, il desiderio di convivialità e condivisione, fino alla percezione di alienazione e inerzia sociale. Le opere non illustrano, ma suggeriscono, invitando lo spettatore a un’esperienza di contemplazione e riflessione, aperta a interpretazioni personali. Con questa mostra, Ismaele Nones conferma una pratica matura e consapevole, capace di muoversi con naturalezza tra memoria storica e visione contemporanea, restituendo all’immagine pittorica un tempo dilatato e stratificato, aperto alla complessità dell’esperienza umana.

Ismaele Nones
Ismaele Nones vive e lavora a Torino. Ha studiato pittura all’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento, e successivamente ha proseguito il suo percorso formativo presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha frequentato il corso di scultura tra il 2013 e il 2018. Nel 2021 inizia a presentare il proprio lavoro con un progetto site-specific: per la Cappella di San Rocco a Mombarcaro realizza l’opera L’inadeguato, nell’ambito del progetto Chi illumina la grande notte a cura di Lunetta11.
Ha esposto in diverse mostre personali: A chi parlo quando parlo, curata da Stefano Riamondi, MAC Lissone (2025); Chiara confusione, Galleria d’Arte Niccoli, Parma (2024); Ismaele Nones, curata da Lunetta 11, showroom ERCO, Milano (2022); Forme ibride, curata da Gabriele Salvaterra, Lasecondaluna, Laives (BZ) e Buona Fortuna Ribelli, Galleria Lunetta 11, Borgata Lunetta. Tra le mostre collettive: Biennale del mosaico contemporaneo, Ravenna (2025); Io sono una forza del passato, curata da Luca Beatrice, Gallerie d’Italia - Miart, Milano (2024); Pittura Italiana Oggi, curata da Damiano Gullì, Triennale Milano (2023); Popolo Nuovo, Lunetta11, ArtVerona (2022). Nel 2023 è stato finalista del Premio Cairo e nel 2021 ha ricevuto il Premio Casarini Due Torri ad ArtVerona.
ORARI DI APERTURA martedì – sabato / ore 11:00 – 19:00
lunedì su appuntamento
14 febbraio – 04 aprile 2026 Palazzo Donà Brusa Campo San Polo 2177, Venezia


