Looking Outwards to Look Inwards: Etel Adnan, Milton Avery, IlseD’Hollander - Fino al 18 Aprile 2026
- 25 mar
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Aggiornamento: 26 mar
Victoria Miro è lieta di presentare Looking Outwards to Look Inwards, una mostra collettiva di dipinti di Etel Adnan, Milton Avery e Ilse D’Hollander. La mostra è accompagnata da un inedito saggio di Christopher Riopelle, uno dei curatori della National Gallery di Londra.
Questa mostra presenta tre artisti che hanno vissuto nel corso del XX secolo, operando in epoche e contesti diversi, ma accomunati dalle loro acute osservazioni sui luoghi e i viaggi che li hanno ispirati. Per Milton Avery (1885-1965) furono le lunghe e calde estati trascorse sulla costa orientale degli Stati Uniti a costituire una fonte di ispirazione duratura; per Etel Adnan (1925-2021) furono i ricordi della sua infanzia in Libano o delle fertili vallate della California, dove si stabilì negli anni '50. Ilse D'Hollander (1968-1997) trascorreva ore passeggiando e andando in bicicletta tra le pianeggianti terre agricole, i fiumi e i canali delle Fiandre orientali, per poi tornare nel suo remoto studio dove traduceva in dipinti i percorsi che aveva seguito.
Nessuno dei dipinti esposti, che risalgono agli anni '50-'90, è stato realizzato en plein air. Gli artisti hanno vissuto e sperimentato i paesaggi per poi riprodurne l’immagine impressa nella memoria una volta tornati in studio. Nelle loro tele, la natura vibrante viene tradotta in fasce di colore semplificate, a volte geometriche, ma sempre intensamente cariche di significato. Un testo di accompagnamento di Christopher Riopelle esplora come il genere della pittura di paesaggio sia stato un’importante tappa verso l'astrazione: “Negli ultimi anni la tesi dell’origine spirituale dell’astrattismo ha prevalso nelle spiegazioni accademiche. Sì, l'anima in cerca di realizzazione gioca un ruolo enorme in questa transizione, ma lo stesso vale per la mera osservazione del dato oggettivo. Guardato a lungo, il paesaggio si riduce a grandi schemi di forme e colori. Seguite lo sguardo. L'astrazione emerge inevitabilmente”
Sugli artisti
Etel Adnan è nata a Beirut, in Libano, nel 1925 ed è morta a Parigi, in Francia, nel 2021. Acclamata poetessa, romanziera e artista, ha iniziato a dipingere a trent'anni e ha ottenuto un ampio riconoscimento come artista visiva grazie alla sua partecipazione a Documenta 13 nel 2012. Adnan ha sviluppato un linguaggio visivo distintivo, radicato nel colore, nella forma e nell'intuizione, poiché i suoi dipinti astratti cercavano di catturare l'essenza della terra, del mare, del cielo e del cosmo. Rispettava la natura e credeva che il suo potere si rivelasse attraverso il colore. Descriveva la pittura come un atto impulsivo, completando ogni opera in una sola seduta, lavorando in interno e a mente. Stendendo la tela tesa su un tavolo, come una pagina, applicava l’olio direttamente con una spatola, creando piani di colore che compongono da lontano vedute immaginate e rivelano una brillante intensità se osservati da vicino.
Milton Avery (1885-1965), uno degli artisti più influenti del XX secolo, ha intrapreso una direzione indipendente durante tutta la sua carriera. Traendo ispirazione dal mondo che lo circondava, in particolare dai paesaggi e dalle persone a lui care, la sua arte è tanto intima e accessibile quanto imponente nell’ambizione e nei risultati ottenuti. Con la sua cura per le forme semplificate e il cromatismo prevalente, negli anni '30 Avery influenzò profondamente e conquistò la devozione di altri artisti statunitensi, tra cui i futuri espressionisti astratti Mark Rothko, Adolph Gottlieb e Barnett Newman. Tuttavia, pur tentando di comunicare un concetto nella sua espressione più semplice, Avery non ha mai ricercato l’astrazione fine a sé stessa. Soprattutto, è un artista che resiste alla categorizzazione. “Non ho mai regole da seguire”, dichiarò nel 1952, “seguo me stesso”.
Nella sua breve vita, Ilse D'Hollander (1968-1997) ha creato un corpus di opere intelligente, sensuale e di grande impatto. Le sue tele e i suoi lavori su carta, spesso di piccole dimensioni, sono ricchi di riferimenti alla quotidianità. Ravvivate da un tocco espressivo e minimale, le sue opere risuonano con la stessa forza di un'indagine sostenuta e autoriflessiva sull'atto pittorico. D'Hollander attingeva alle sue impressioni ed esperienze dei luoghi, in particolare della campagna fiamminga dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, altamente produttivi. Pur alludendo a oggetti e località del mondo reale, nonché a specifiche qualità cromatiche, toni e luce, i dipinti di D'Hollander raramente sono immediatamente riconoscibili come semplici paesaggi. Piuttosto, possono essere letti come una serie di visioni accumulate, aggiustamenti e stratificazioni: una registrazione dei processi mentali dell'artista.



Credit: Installation view, Looking Outwards to Look Inwards: EtelAdnan, Milton Avery, Ilse D’HollanderVictoria Miro Venice, San Marco 1994, 30124 Venice, Italy14 March–18April 2026 Allworks © 2026 Milton Avery Trust / Artists Rights Society(ARS), New York and DACS, London 2026.
Courtesy VictoriaMiro. © The Estate of Ilse D’Hollander. Courtesy The Estate ofIlse D’Hollander. © The Estate of Etel Adnan. Courtesy the estateof the artistand Sfeir-Semler Gallery Beirut / Hamburg
