John McAllister: Rapt glittery beguile awhile (2025)
- 8 mar 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Wentrup
8 marzo - 31 maggio 2025
Wentrup è lieta di presentare rapt glittery beguile awhile, quarta mostra personale di John McAllister con la galleria e la sua prima nella sede di Venezia. Il pittore americano è noto per le sue opere vibranti ed evocative, che traggono ispirazione dalle ricche tradizioni del Post-Impressionismo e del Fauvismo. I suoi dipinti sono caratterizzati da un uso audace del colore, motivi intricati e una sensibilità rigogliosa, quasi tropicale. Le sue opere raffigurano spesso paesaggi, nature morte e interni che evocano un senso di bellezza senza tempo e di serena contemplazione. Lo stile unico di McAllister dà vita a esperienze visive immersive che celebrano l’interazione tra luce e colore.
Con i suoi dipinti più recenti, come awed awhile flashing rapt o harbors afar havens call, l’artista torna a un soggetto che lo aveva già profondamente affascinato negli anni Duemila: il fuoco. Il rinnovato interesse per questo tema nasce dagli eventi recenti che ci circondano e ai quali tutti reagiamo, dal generale caos politico mondiale agli incendi boschivi che durante l’estate divampano in tutto il pianeta. Il mondo è letteralmente in fiamme, sia fisicamente che mentalmente.
John McAllister considera il fuoco come un paesaggio. Per lui, il fuoco è diventato una «quinta stagione» dell’anno e, come a ogni cambio di stagione, anche il paesaggio si trasforma: cambiano i colori, i fiori, la luce. E, nonostante tutta la sua pericolosità e imprevedibilità, nel fuoco c’è anche qualcosa di bello. Le sue tonalità sono gialli luminosi, rossi caldi e arancioni. Le fiamme tremolano e si muovono in forme organiche, in una sorta di danza impressionista. Si potrebbe osservarle per ore, lasciandosi assorbire, quasi guardando attraverso di esse. Non riusciamo a distogliere lo sguardo. Allo stesso modo, possiamo perderci nell’osservazione di un paesaggio dipinto: ci immergiamo nella vista oltre il lago, soffermandoci sui singoli fiori e sulle piante. I pensieri si allontanano.
Ed è qui che emerge la contraddizione intrinseca della pittura stessa: la si guarda e, allo stesso tempo, si guarda dentro di essa. Osserviamo la pittura a olio sulla superficie, ma possiamo in realtà guardare attraverso di essa, mentre davanti ai nostri occhi si apre un magnifico paesaggio. Nonostante la natura statica del dipinto, i fuochi di McAllister sembrano danzare. I loro corpi pieni si muovono sulla tela e immergono ciò che li circonda in una luce intensa e potente. I paesaggi di McAllister riflettono sul medium stesso della pittura. Ripensano e riconsiderano il genere del paesaggio e, in questo contesto, diventano anche un commento sul progressivo cambiamento climatico.
Queste nuove, luminose tonalità di giallo entrano anche nell’unica natura morta presente in mostra, flares flaunt after dusk haunt. Le nature morte offrono una perfetta via di fuga: basta guardarle per essere immediatamente trasportati altrove. Un bouquet colorato di fiori esotici accanto a un limone tagliato e a un bicchiere con una bevanda fresca; un orologio da polso sul comò, alcuni fiammiferi bruciati e, oltre la finestra, il sole che scintilla sull’acqua. La natura morta riesce ad affrontare temi carichi di peso e malinconia mantenendo al tempo stesso un senso di piacere e leggerezza. Porta la bellezza della natura all’interno e, contemporaneamente, racchiude la nostra intera vita ed esistenza. Gli oggetti raffigurati sono portatori di molteplici simboli: il bouquet di fiori sbocciati appassirà nel giro di pochi giorni; il sole tramonterà e il giorno seguente sorgerà di nuovo. Risuonano qui temi come la transitorietà. Attraverso la sua capacità di veicolare significati in modi diversi, la natura morta riesce a superare con naturalezza le barriere linguistiche e culturali.
Ma, dopotutto, un dipinto può anche semplicemente offrirci un momento di quiete nel nostro mondo turbolento. Lasciando vagare lo sguardo sulla sua superficie, si apre una finestra attraverso la quale possiamo lasciarci trasportare verso un altro mondo.
John McAllister è nato nel 1973 a Slidell, in Louisiana. Vive e lavora a Florence, Massachusetts. Tra le recenti mostre collettive istituzionali figurano Still Life alla Kunsthalle Emden, in Germania, e Garden. The Possibility of Life al museo HAB di Budapest.





