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l'opera/

Senza Titolo, 2019

Nell’opera di Mastrovito sono rappresentati i temi principali dell’artista: la natura ostile e l’uomo in lotta con essa. La scena rappresentata suscita un senso di inquietudine poiché l’osservatore non riesce a distinguere, e scindere, gli elementi confortanti da quelli spaventosi. Le teste dei personaggi sono sostituite da solidi geometrici, altro tratto caratteristico nelle opere dell’artista: l’assenza dei volti rende i personaggi anonimi e grotteschi. Nel caso dei coni, essi rappresentano la caratteristica stupidità umana. Il lavoro di Mastrovito è sempre dettagliato e descrittivo: il disegno, per l’artista, diventa il punto di unione tra il mondo della realtà e il mondo delle idee, che si incotrano attraverso il segno e la narrazione. Dotato di una grande abilità tecnica, Mastrovito si confronta con materiali diversi, spesso ricorrendo all’aiuto di professionisti, come nel caso di quest’opera, esempio di grande maestria degli artigiani del vetro. 

l'artista/

Andrea Mastrovito 

Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978) è un artista italiano che vive e lavora attualmente a New York; si è laureato nel 2001 presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara a Bergamo. 

Il lavoro di Mastrovito è caratterizzato dalla sua continua evoluzione plastica, esplorando lo spazio tra la reinvenzione dell'artista e quella del disegno, in un dialogo continuo con il ciclo della vita e in aperto confronto con uditorio e comunità - un tratto distintivo di una porzione significativa dell'arte contemporanea, da Alighiero Boetti a Stefano Arienti.
Emerge nella scena artistica italiana nei primi anni del 2000, grazie ai suoi collages su tela in cui sovrappone centinaia di strati di ritagli e silhouettes dipinte. Nel 2005 le sue prime installazioni ambientali, presentate a Ginevra, danno una nuova direzione al suo lavoro, muovendosi oltre una prospettiva espansa che cerca di incorporare gli stessi spettatori nell'opera d'arte.
Nel 2009 ha prodotto la sua prima Enciclopedia dei Fiori da Giardino, in cui il concetto di assemblaggio e collage prendono una qualità spiccatamente spaziale. Questo pone le basi per un suo lavoro più tardo, L'isola del Dr. Mastrovito, presentata per la prima volta nel 2010 a New York (Governors Island): migliaia di pagine prese da volumi di zoologia e botanica sono tagliate e mostrate tridimensionalmente, come in un libro pop-up. Lo spazio della mostra è invaso e la distanza spettatore-opera d'arte è eliminata, cosicché il ciclo della vita diventa il centro degli sforzi artistici.
Negli anni seguenti, le sue opere diventano sempre più diverse: interi ambienti o eventi sono disegnati o fotocopiati. 
Nel 2014, ha introdotto il concetto di frottage ambientale nella sua mostra personale alla GAMeC di Bergamo. Nello stesso anno ha elaborato una nuova tecnica per lavorare sul vetro, insieme a Studio Reduzzi, nella relizzazione delle vetrate per la Chiesa di San Giovanni XXIII a Bergamo.

Attualmente, Mastrovito collabora con la Galleria Michela Rizzo con cui avrebbe dovuto organizzare in aprile una personale dal titolo La Diseducazione al Reale. Due delle sue opere sono state esposte all'interno degli spazi della Galleria nella mostra Assembramenti. 

Ha vinto il New York Prize, premiato dal Ministro Italiano per gli Affari Esteri nel 2007, e il Premio Moroso nel 2012. Nel 2011 è stato il primo artista ad aver allestito una personale all'interno del Museo del Novecento a Milano.
Nel 2017 ha esordito alla Festa del Cinema di Roma con il lungometraggio animato NYsferatu - Simphony of a Century, un'opera formata da più di 30.000 disegni, proiettato in seguito in decine di musei, fondazioni e festival di tutto il mondo. Nel 2019 è tra i vincitori del premio istituito dall'Italian Council. Ha allestito mostre personali in gallerie private a Milano, Firenze, Parigi, Genova, Bruxelles, New York e in musei e centri per l'arte contemporanea a Milano, Bergamo, Fort Lauderdale, Tolsa, Roma, Firenze, Montélimar e Lacoux. Le sue opere sono state, inoltre, incluse in molte mostre in tutta Europa e negli Stati Uniti: MAXXI di Roma; Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato; MART di Rovereto; Galleria d'Arte di Manchester; B.P.S. 22, Charleroi, Belgio; M.A.D., New York. Inoltre, ricordiamo alcune delle sue recenti personali: Very Bad Things, La Galleria Nazionale, Roma (2019); Le Monde Est Une Invention Sans Futur alla Fundation Bullukian in occasione della 15.ma Biennale di Lione (2019); Symphonie eines Jahrhunderts, Kunsthalle Dominikanerkirche, Osnabruck (2018).

caption/ 

Andrea Mastrovito,

Senza Titolo

2019

smalto su vetro e lightbox

64 x 84 x 25 cm

prezzo/ 

Su richiesta

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