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l'opera/

Fragment M_51, 2012

Per le opere della serie “Fragments”, Arthur Duff si ispira al lavoro dell’astronomo francese Charles Messier e in particolare al suo catalogo astronomico (1774), il primo riguardante oggetti celesti diversi dalle stelle.
Duff infatti ricrea ammassi stellari manipolando corde nautiche intrecciate, annodate e sovrapposte, ricercando visivamente la tridimensionalità degli accorpamenti di stelle, giocando tra densità e rarefazione, tra continui pieni e vuoti. Come gli oggetti celesti di Messier erano numerati da M1 a M110, così i “Fragments” di Duff ricalcano tale tassonomia, dimostrando chiaramente la sua volontà di rimandare l’osservatore allo spazio celeste 

l'artista/

Arthur Duff

Arthur Duff nasce a Wiesbaden nel 1973. Dopo aver vissuto negli Stati Uniti, patria dei genitori, in Korea, Germania e Giappone, si stabilisce in Italia. Attualmente vive e lavora a Vicenza. 
La ricerca artistica di Arthur Duff mira ad ottenere un progressivo coinvolgimento e immedesimazione tra visitatore e spazio, in un cortocircuito temporale che unisce passato e presente. Duff lavora ed assembla materiali differenti organici ed inorganici (fili e reti in poliestere, pietra lavica, carte, neon, laser), che utilizza per ragionare sul concetto di luce e di pulsazione luminosa, intesi come strumento dinamico di conoscenza. 
Che si tratti di un intreccio di fili annodati come un universo di particelle, di un raggio laser che fa emergere il testo dallo spazio, di parole scritte a neon su rocce laviche, tutto riconduce sempre al tema della trasformazione, della percezione e del ruolo del linguaggio visivo all’interno del contesto sociale.

caption/ 

Arthur Duff

Fragment M_51, 2012

corde in poliester e telaio in ferroi

50 x 50 x 8 cm

prezzo/ 

Su richiesta

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