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l'opera/

Videodrome, 2015

Nella ricerca artistica di Lorenzo Passi, il vetro non è semplicemente un mezzo utilizzato per creare sculture, ma è il soggetto principale del suo lavoro. L'atto di soffiare è inteso come flusso di energia vivificatrice che scorre dall’io creatore dell’artista al pezzo che sta realizzando. Questo non solo si anima ma diventa portatore di una scintilla vitale infusa dell’artista che a sua volta compie una metamorfosi, diventando demiurgo, quindi creatore di un vero e proprio mondo inesplorato. 
La caratteristica principale del lavoro di Passi è la scelta di unire il vetro con altri materiali che in alcuni casi sono stati creati ad hoc dall’artista, in altri sono scarti di lavorazione di processi industriali oppure sono dei veri e propri object trouvé rappresentativi del mondo in cui viviamo. Usa questi materiali per trattenere il vetro, una sostanza fluida, come se fossero degli stampi creando dei veri e propri fossili di una memoria collettiva in cui la trasparenza del vetro viene contaminata ma allo stesso tempo connessa con il reale.

l'artista/

Lorenzo Passi

Lorenzo Passi è nato a Milano nel 1985. Vive e lavora a Venezia.
A 20 anni inizia il suo apprendistato di Murano nei rinomati laboratori di Archimede Seguso e Oscar Zanetti, dove impara le tecniche per la produzione di vetro soffiato e solido lavorato. Nel 2009 si trasferisce a Nuutajärvi in Finlandia, dove prosegue gli studi sul vetro e la sua lavorazione al “Nuutajärven Lasikouli”, diplomandosi tre anni dopo.
Rientrato in Italia nel 2011, si trasferisce a Venezia per continuare a lavorare a Murano con Giovanni
Nicola, erede di Archimede Seguso. Ha debuttato come artista nel 2013: da allora, il suo lavoro è apparso in mostre personali e collettive in Europa e Asia.

caption/ 

Lorenzo Passi

Videodrome, 2015

vetro soffiato e struttura metallica

30 x 36 x 30 cm

prezzo/ 

Su richiesta

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