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l'opera/

Venezia vedute, 1994

“Sento un attaccamento profondo per Venezia, ciò che e mi spinge a soggiornare spesso in questa città. […] Quale Venezia si offre alla rappresentazione? Le immagini sono così numerose da esaurire a volte la Venezia reale: pare di averla vista prima ancora di esserci stati. Per riprendere a modo mio l’idea della “veduta” veneziana ed evitare i luoghi comuni dell’iconografia di Venezia, mi sono interessato agli aspetti discreti della città, alle atmosfere che compongono il suo genio particolare. Ho scelto di intrecciare le superfici, per aggiungere al forte impatto riflessi e tessiture, e di sovrapporre ciò che è lontano a ciò che è vicino per sovvertire la logica dei piani e delle distanze. In queste combinazioni aleatorie ottenute con una doppia esposizione di riprese dello stesso luogo, il disfacimento si contrappone alla durata, l’irruzione delle erosioni ci fa percepire la precarietà delle costruzioni e l’insolita confusione di splendore e disastro. Andando a toccare l’effimero e il duraturo, queste fotografie esprimono una Venezia intima tra realtà e sogno vicina alle immagini prodotte dal pensiero. Queste “vedute” sono una conferma della passione che provo per la singolarità e la curiosa bellezza di Venezia”. - John Batho

l'artista/

John Batho 

John Batho, nato in Normandia nel 1939, ha iniziato a dedicarsi alla fotografia a colori dal 1961, esponendo le sue opere in alcuni dei più importanti musei e gallerie del mondo. A Venezia ha esposto a più riprese presso Ikona Photo Gallery: in primo luogo, nel 1983 con la mostra “La couleur et son lieu: Deauville, Venise, Burano”, successivamente nella sede ai Magazzini del Sale nel 1997 e in quella di Campo del Ghetto Nuovo nel 2007, con la personale “Venezia Vedute”. In Italia è anche stato ospitato nel 1987 al Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari a Firenze. 

caption/ 

John Batho 

Venezia vedute, 1994

fotografia

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