l'opera/

Fez-Fez 7, 1998

L’opera prende il nome da una località nell’Africa del Nord e descrive il mercato dei tintori di lana. Ombre cariche di caldo esotismo. Circolarità delle vasche e geometria modulare ripetitiva. Il rosso del papavero tinge le lane ammucchiate ai bordi. Un artigianato atavico che ritrova nei gesti antichi, il suo primitivo sapore.

l'artista/

Fabrizio Plessi 

Italia, 1940

L’artista rappresenta emblematicamente il connubio possibile tra ispirazione artistica e alta tecnologia, ossia concentra gran parte dei suoi lavori nel combinare elementi architettonici e scultorei antichi con i nuovi media. La tecnologia integra il materiale e l’astratto del video completa la concretezza degli oggetti.

Per Plessi, la umanizzazione della tecnologia è possibile ed esprime una presa di posizione che esclude la visione puramente pessimista secondo la quale l’elettronica e la tecnologia intorpidiscono i sensi e tolgono la capacità umana di critica costruttiva.

Fabrizio Plessi non si esprime solo con il linguaggio video, ma costantemente ricerca la possibilità di sintesi di forme espressive diverse, come il disegno. Le sue immagini grafiche sono le prime rappresentazioni del suo pensiero, di un possibile progetto di installazione. Disegnare diventa un mezzo per avvicinarsi e capire fino in fondo la fisicità ancestrale dei materiali, rappresentati sempre e comunque a contatto o a confronto con i mezzi in uso della tecnologia.

caption/ 

Fabrizio Plessi

Fez-Fez 7, 1998

disegno

35 x 28 cm

prezzo/ 

Su richiesta

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